Secondo un sondaggio condotto dallo FNOPI eseguito su un campione di iscritti all’albo professionale infermieristico, in merito alla sicurezza dei professionisti, ha evidenziato che a subire aggressioni sono, prevalentemente, donne, in contesti lavorativi considerati a rischio come il pronto soccorso.
Inoltre, la stragrande maggioranza lavora in ambito pubblico; il rapporto è stato presentato a Roma, presso il Ministero della Salute, in occasione della “Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari”.

Appare opportuno evidenziare come, sovente, gli infermieri, infatti, non denunciano i casi di violenza; in tutti i casi, il dato interessante dedotto riguarda il numero delle violenze (verbali o fisiche) che gli infermieri aggrediti hanno dichiarato nel sondaggio eseguito, con una media corrispondente a dieci nel corso di un anno solare, con le dovute distinzioni connesse al territorio e al contesto geografico.
In realtà, le violenze fisiche avvengono con una frequenza quotidiana, con episodi gravi, ma, altresì, con casi di violenza verbale che, nel corso del tempo, generano effetti deleteri sulla vita professionale dell’operatore.
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