Il segno e la respirazione di Kussmaul prendono il nome da Adolph Kussmaul, un medico tedesco del XIX secolo che fu un pioniere in settori distinti della medicina e fu il primo a descrivere un segno osservabile nelle vene del collo e un particolare tipo di respirazione.
Il segno di Kussmaul consiste nell’aumento patologico della pressione venosa giugulare nel corso dell’inspirazione; è determinato da un ostacolo al riempimento del ventricolo destro e costituisce un indicatore di patologie cardiache.
La respirazione di Kussmaul costituisce un fenomeno specifico osservato nella respirazione dei pazienti affetti da determinate patologie; in pratica, consiste nella presenza di una respirazione profonda e affannosa che si può osservare in pazienti con acidosi metabolica, in particolare in quelli con chetoacidosi diabetica.
La respirazione di Kussmaul rappresenta una forma di respirazione iperventilata in cui il corpo cerca di compensare l’acidità nel sangue eliminando l’anidride carbonica.
Quindi, la respirazione appare regolare, ma la profondità e la frequenza dei respiri aumentano in modo sproporzionato, determinando una respirazione rapida e profonda.
È rilevante importante sottolineare che la respirazione di Kussmaul non è limitata all’acidosi metabolica e può essere presente in altre condizioni che causano acidosi, tra cui l’insufficienza renale e l’intossicazione da salicilati.
In pratica, per compensare tale cambiamento, l’organismo cerca di espellere una maggiore quantità di anidride carbonica attraverso i polmoni; aumenta la profondità e la frequenza dei respiri, il che può tradursi in una respirazione caratteristicamente profonda e affannosa nota come respirazione di Kussmaul. In ambito clinico, la presenza di questo tipo di respirazione può costituire un indizio importante per la diagnosi di acidosi metabolica.

Nel caso della chetoacidosi diabetica, una complicanza acuta del diabete, la respirazione di Kussmaul rappresenterebbe uno dei segni clinici insieme a poliuria (minzione frequente), polidipsia (sete eccessiva), l’affaticamento e l’alito dall’odore fruttato.
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