L’epinefrina, o adrenalina, è un farmaco e ormone ampiamente utilizzato, fondamentale nella gestione di varie condizioni mediche grazie alla sua potente azione sul sistema nervoso simpatico.
In tal senso, l’epinefrina è adoperata nel trattamento delle reazioni di ipersensibilità di tipo 1 (inclusa l’anafilassi), nella gestione dell’ipotensione da shock settico e nell’induzione della midriasi durante gli interventi chirurgici intraoculari.
Ad ogni modo, le indicazioni riguardanti l’utilizzo dell’epinefrina riguardano:
-Shock anafilattico;
-Arresto cardiaco;
-Broncospasmo.
L’epinefrina esercita i suoi effetti attraverso i recettori α- e β-adrenergici; basse dosi attivano principalmente i recettori β, potenziando la broncodilatazione e l’attività cardiaca, mentre dosi più elevate coinvolgono i recettori α per indurre vasocostrizione e aumentare il tono vascolare.
L’epinefrina è un ormone prodotto dalla midollare surrenale; esso è fondamentale nella risposta acuta allo stress dell’organismo, poiché stimola il sistema nervoso simpatico.
L’epinefrina è una catecolamina simpaticomimetica che esercita i suoi effetti farmacologici sui recettori α- e β-adrenergici attraverso un sistema di secondi messaggeri legato alle proteine G; somministrata in piccole dosi l’epinefrina esplica una maggiore affinità per i recettori β, mentre dosi elevate producono un’azione selettiva sui recettori α.
Attraverso la sua azione sui recettori α1, l’epinefrina induce un aumento della contrazione della muscolatura liscia vascolare, della contrazione del muscolo dilatatore della pupilla e della contrazione del muscolo sfintere intestinale.
Altri effetti significativi dell’epinefrina includono l’incremento della frequenza cardiaca, della contrattilità miocardica e del rilascio di renina attraverso i recettori β1.
L’attivazione dei recettori β2 produce broncodilatazione, che può essere utile come trattamento aggiuntivo per le riacutizzazioni dell’asma, nonché vasodilatazione.
Successivamente alla somministrazione, l’epinefrina viene rapidamente distribuita in tutto il corpo; subisce un’estesa biotrasformazione, principalmente nel fegato, nei reni e in altri tessuti extraneuronali.
Gli enzimi metabolici primari coinvolti nel suo metabolismo sono la monoamino ossidasi (MAO) e la catecol-O-metiltransferasi (COMT), che degradano l’epinefrina in metaboliti inattivi, in particolare l’acido vanillilmandellico.
La maggior parte dell’epinefrina è eliminata attraverso vie metaboliche; il fegato ricopre un ruolo predominante nella clearance dell’epinefrina, contribuendo in modo significativo alla sua rimozione dal flusso sanguigno.
Gli effetti avversi comuni dell’epinefrina includono tachicardia, ipertensione, cefalea, ansia, apprensione, palpitazioni, nausea, vomito, debolezza e tremori.
FONTE
McLean-Tooke, A. P., Bethune, C. A., Fay, A. C., & Spickett, G. P. (2003). Adrenaline in the treatment of anaphylaxis: what is the evidence?. Bmj, 327(7427), 1332-1335.
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