IL DIABETE MELLITO

Il termine diabete mellito rappresenta un disturbo metabolico a eziologia multipla contraddistinto da iperglicemia cronica; le conseguenze del diabete mellito comprendono danni a lungo termine e alterazioni a diversi organi.
Il diabete mellito, generalmente, si presenta con sintomi caratteristici; in tal senso, sete, poliuria, offuscamento della vista e perdita di peso rappresentano un quadro sintomatologico iniziale comune.
Sovente, i sintomi non sono gravi, o possono essere assenti; gli effetti a lungo termine del diabete mellito comprendono lo sviluppo progressivo delle complicanze specifiche della retinopatia con potenziale cecità, della nefropatia che può portare all’insufficienza renale, e/o della neuropatia con rischio di ulcere ai piedi, amputazioni oltreché neuro-osteoartropatia di Charcot.
Nel contesto dello sviluppo del diabete sono coinvolti processi patogenetici distinti; tali meccanismi distruggono le cellule beta del pancreas con conseguente carenza di insulina, mentre altri determinano una resistenza all’azione dell’insulina.
Le anomalie del metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine sono dovute a un’azione insufficiente dell’insulina sui tessuti bersaglio a causa dell’insensibilità o della mancanza di insulina.

 

 

Con riferimento alla diagnosi del diabete, esistono test per il diabete di tipo 1 e 2 e per il prediabete.
Il Test A1C costituisce un esame del sangue, che non richiede il digiuno, e mostra il livello medio di zucchero nel sangue negli ultimi 2-3 mesi; in pratica, esso misura la percentuale di zucchero nel sangue legata all’emoglobina, la proteina che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi, ed è denominato, altresì, test dell’emoglobina glicata.

Di conseguenza, più alto è il livello di zucchero nel sangue, maggiore sarà la quantità di emoglobina con zucchero legato; un livello di A1C pari o superiore al 6,5% in due test separati denota la presenza di diabete, mentre un livello di A1C ricompreso tra il 5,7% e il 6,4% evidenzia la presenza di prediabete.
Un livello inferiore al 5,7% è considerato normale.

Con il test casuale della glicemia è prelevato un campione di sangue in un momento casuale; un livello di zucchero nel sangue pari o superiore a 200 milligrammi per decilitro (mg/dL), o 11,1 millimoli per litro (mmol/L) – indica la presenza di diabete.

Con il test della glicemia a digiuno è prelevato un campione di sangue a digiuno; un livello di glicemia inferiore a 100 mg/dL (5,6 mmol/L) è normale, un livello di glicemia compreso tra 100 e 125 mg/dL (5,6 e 6,9 mmol/L) è considerato prediabete, mentre un livello di glicemia pari o superiore a 126 mg/dL (7 mmol/L) in due test separati indica il diabete.

Con il test di tolleranza al glucosio (OGTT) è, innanzitutto, necessario digiunare durante la notte; si beve un liquido zuccherato e i livelli di zucchero nel sangue vengono controllati regolarmente per le due ore successive.
Un livello di zucchero nel sangue inferiore a 140 mg/dL (7,8 mmol/L) è normale, un valore superiore a 200 mg/dl (11,1 mmol/l) dopo due ore significa che si è affetti da diabete, mentre un valore compreso tra 140 e 199 mg/dl (7,8 mmol/l e 11,0 mmol/l) evidenzia una condizione di prediabete.

I tipi eziologici possono classificarsi in due distinte categorie, il tipo 1 e il tipo 2.
Il tipo 1, forma meno comune, indica i processi di distruzione delle beta-cellule che possono portare al diabete mellito; la presenza di anticorpi anti-GAD identifica processi autoimmuni che portano alla distruzione delle beta-cellule.
Il tipo 2 costituisce la forma, maggiormente, comune di diabete ed è caratterizzato da disturbi dell’azione dell’insulina e della secrezione dell’insulina, uno dei quali può essere la caratteristica predominante; le ragioni specifiche dello sviluppo di queste anomalie non sono ancora note.

Quindi, nel tipo 1 il sistema immunitario dell’organismo attacca le cellule del pancreas che producono insulina, distruggendone in modo permanente oltre il 90%; nel tipo 2 l’organismo sviluppa una resistenza agli effetti dell’insulina
Il trattamento generale del diabete di tipo 1 richiede cambiamenti nello stile di vita, tra cui una dieta sana ed esercizio fisico, oltre ad iniezioni di insulina e di un monitoraggio frequente dei livelli di glucosio.

Il trattamento generale del diabete di tipo 2 richiede anche cambiamenti nello stile di vita, tra cui la perdita di peso, una dieta sana ed esercizio fisico; la maggior parte dei soggetti affetti necessita di farmaci per abbassare i livelli di glucosio nel sangue, a volte anche l’insulina.
Le persone che assumono farmaci per il diabete di tipo 2 spesso devono anche monitorare il glucosio nel sangue ogni giorno o più volte al giorno.
Soggetti affetti da diabete di tipo 1 hanno bisogno di una terapia insulinica e senza di essa si ammalano gravemente, ed anche pazienti con diabete di tipo 2 hanno necessitano dell’insulina.
Generalmente, l‘insulina è iniettata sotto la pelle; è disponibile anche l’insulina per via inalatoria, anche se non è comunemente usata, mentre non può essere assunta per via orale perché viene distrutta nello stomaco.

Un dispositivo comune è rappresentato dalla pompa per insulina, che pompa l’insulina in modo continuo da un serbatoio attraverso una piccola cannula lasciata nella pelle; la velocità di somministrazione dell’insulina può essere regolata in base all’ora del giorno, all’attività fisica svolta dalla persona o ad altri parametri.
Inoltre, è possibile somministrare dosi aggiuntive di insulina secondo in base alle esigenze, ad esempio prima dei pasti o per correggere livelli elevati di glucosio nel sangue; in pratica, la pompa imita il modo in cui il corpo produce normalmente l’insulina.
La terapia con pompa è presa in considerazione in alcuni soggetti che richiedono più di tre iniezioni al giorno.

FONTE

Maraschin, J. D. F. (2012). Classification of diabetes. Diabetes: An old disease, a new insight, 12-19.

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