La carie dentale rappresenta una condizione in cui i denti vanno incontro a distruzione a causa dagli acidi prodotti dai batteri; in tal senso, la causa della carie è da identificare nell’acido prodotto dai batteri che dissolve i tessuti duri dei denti.
In pratica, l’acido prodotto dai batteri è determinato dalla degradazione dei residui di cibo e dallo zucchero presente sulla superficie dentale; gli zuccheri semplici costituiscono la principale fonte di energia di tali batteri e, di conseguenza, una dieta ricca di zuccheri semplici rappresenta un fattore di rischio.
La carie dentale è determinata dal biofilm (placca dentale) che si deposita sui denti e progredisce fino a diventare cariogeno, portando alla formazione della carie; alcuni batteri presenti nel biofilm portano alla formazione di acido lattico, partendo da saccarosio, fruttosio e glucosio.
I batteri comunemente legati all’insorgenza della carie dentale sono lo Streptococcus mutans e lo Streptococcus sobrinus; ad ogni modo, i batteri cariogeni sono presenti nella placca dentale, ma in concentrazioni limitate per causare problemi.
Lo Streptococcus mutans è un batterio gram-positivo che porta alla formazione di un biofilm sulla superficie dei denti; in tale contesto, è prodotto un livello elevato di acido lattico a seguito della fermentazione degli zuccheri alimentari.
L’impatto che gli zuccheri attuano sul progredire della carie dentale è denominato cariogenicità; nella maggioranza dei casi, le malattie che riguardano i denti non rappresentano la causa principale della carie dentale.
In pratica, il 96% dello smalto dei denti è composto da minerali; tali minerali, nello specifico l’idrossiapatite, diventano solubili nella condizione in cui vengano esposti ad ambienti acidi.
Infatti, lo smalto inizia a demineralizzarsi a un pH corrispondente a 5,5; la dentina e il cemento presentano una sensibilità maggiore alla carie rispetto allo smalto, in considerazione del fatto che il contenuto minerale è inferiore.

Oltre agli zuccheri, l’uso del tabacco appare idoneo ad incrementare il rischio di formazione della carie; inoltre, il tabacco rappresenta un fattore di rischio significativo per le malattie parodontali.
Lo smalto dei denti costituisce un tessuto acellulare, fortemente, mineralizzato, su cui la carie opera per mezzo di un processo chimico generato dall’ambiente acido prodotto dai batteri; nel momento in cui i batteri consumano lo zucchero e lo utilizzano per produrre energia, portano alla formazione di acido lattico.
Quindi, l’effetto include la demineralizzazione dei cristalli dello smalto, che con il passare del tempo porta i batteri a penetrare nella dentina.
Una volta che lo smalto perde minerali e la carie dentale progredisce, lo smalto diverse zone distinte, visibili al microscopio ottico.
FONTE
Perioli, L., & Pagano, C. (2011). Prevenzione della carie dentaria. KOSMETICA, 56-59.
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