L’introduzione degli antibiotici nella pratica clinica ha rappresentato uno degli interventi, maggiormente, rilevanti per il controllo delle malattie infettive; in tal senso, gli antibiotici hanno salvato milioni di vite e hanno rivoluzionato la medicina.
Purtuttavia, una minaccia crescente rischia di mettere in discussione l’efficacia di tali farmaci: la resistenza batterica agli antibiotici, definita come la capacità di un batterio di sopravvivere a concentrazioni di antibiotico che inibiscono/uccidono altri batteri della stessa specie.
Appare opportuno evidenziare come l’introduzione degli antibiotici nella pratica clinica negli anni ‘40 del XX secolo ha rappresentato uno degli interventi, maggiormente, rilevanti per il loro controllo, andando ad incrementare, di diversi anni, l’aspettativa di vita della popolazione.
In tale contesto, le infezioni causate da batteri resistenti sono associate a una maggiore morbilità, mortalità e costo del trattamento rispetto a quelle causate da batteri sensibili della medesima specie.
A livello europeo, nel 2007 sono state calcolate 400 mila infezioni da batteri multiresistenti; negli Stati Uniti, i batteri multiresistenti infettano circa 2 milioni di persone all’anno.
Dall’utilizzo massiccio degli antibiotici si è registrato a livello mondiale un aumento molto significativo della prevalenza della resistenza.
In pratica, i patogeni batterici rilevanti per l’uomo hanno sviluppato resistenza e multiresistenza in concomitanza con l’uso massiccio di antibiotici; esistono diverse prove che indicano come i geni di resistenza dei batteri ambientali rappresentano il principale serbatoio dei geni di resistenza dei batteri che colonizzano e infettano gli esseri umani.

Oltre a considerare l‘origine ambientale dei geni di resistenza, bisogna tenere conto del fatto che tali geni possono evolversi; la pressione selettiva degli antibiotici connessa al loro utilizzo intensivo ha favorito la diversificazione genetica dei geni di resistenza.
Gli antibiotici non solo uccidono i batteri sensibili e selezionano quelli resistenti, ma influenzano anche direttamente i meccanismi di variazione genetica (mutazione, ricombinazione, trasposizione, scambio di geni).
In tal senso, favoriscono lo scambio di geni tra i batteri, incrementando il trasferimento di geni di resistenza; ad ogni modo, l’evoluzione dei batteri è darwiniana, ossia al cospetto di cambiamenti sopravvivono gli antibiotici che sono in grado di adattarsi al meglio.
Nei batteri l’adattabilità è legata alla loro plasticità genetica e alla loro rapida replicazione; il progresso della resistenza batterica agli antibiotici è inevitabile, ma può essere ritardato.
Gli antibiotici costituiscono una classe di farmaci unica per il loro impatto; sarebbe opportuno sensibilizzare la società sulla minaccia rappresentata dalla resistenza agli antibiotici con una visione sociale ed estesa.
Inoltre, sono necessarie campagne educative su diversi fronti che contribuiscano a modificare l’approccio dell’utenza nei confronti del consumo di antibiotici e del problema della resistenza, cercando il coinvolgimento della società.
Una possibilità possibilità è quella di individuare alternative terapeutiche agli antibiotici o prodotti che li integrino.
FONTE
Sbaffi, C., Olmastroni, E., & Tragni, E. (2021). ANTIBIOTICO-RESISTENZA: CAUSE, CONSEGUENZE, STRATEGIE DI RICERCA E POLITICHE SANITARIE PER CONTRASTARLA Antibiotic resistance: causes, consequences, research strategies, and health policies to counteract it. Giornale Italiano di Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione, 13(2), 25-39.
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